L’avversario di mercoledì: il Villa Valle

Che ci sia o meno un futuro Messi, Ronaldo, Del Piero o Baggio non importa: da oltre settant’anni a Villa d’Almè si gioca “al pallone”

I rossogialli di Mister Marco Bolis, la cui presidenza è affidata a Piergiorgio Castelli, presentano nel loro statuto un obiettivo di primo livello, la valorizzazione del settore giovanile facendo crescere i ragazzi con sani principi e con una cultura sportiva che ruota attorno all’aggregazione e al divertimento.

CAMPIONATO
Andamento altalenante in queste quattordici partite per la squadra, che ha vinto quattro partite, pareggiandone quattro e perdendo sei match, l’ultimo dei quali nello scorso turno in casa della capolista Seregno per 2-1. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, il pareggio di Ghisalberti aveva illuso la formazione di Mister Bolis, capitolata con il rigore di Da Silva.
A livello realizzativo, sono diciotto le volte che i rossogialli hanno depositato la palla in rete mentre sono molte di più quelle subite, ben ventisei.
Un numero alto è anche quello dei cartellini gialli, ricevuti dai giocatori addirittura in trentotto occasioni, con due espulsioni, a carico del difensore Tarchini e dall’attaccante Bosio, approdato in questa stagione al Villa Valle proveniente dalla Correggese.

ALLENATORE
A guidare la squadra dalla panchina è Marco Bolis, approdato al Villa Valle a inizio stagione – subentrando a Giovanni Mussa – dopo quattro anni passati al Caravaggio.
Per chi non lo ricordasse, Bolis è stato un centrocampista di buon livello, cresciuto nelle giovanili del Milan, squadra con la quale ha giocato solamente due partite nel campionato di Serie B 1980-’81 (conclusa dai rossoneri con la promozione diretta, ndr) per poi giocare un decennio nel Monza e cinque anni nel Varese; le esperienze con le casacche di Alzano Virescit, Leffe e Albinese hanno anticipato quella con l’Albinoleffe, dove ha chiuso la carriera di calciatore nel 2000.
Appese le scarpette al chiodo, Bolis ha intrapreso la carriera da allenatore, con Mapellobonate, Darfo Boario e, appunto, Caravaggio tra le più significative prima di questa nuova avventura con il Villa Valle.
Fin dal suo insediamento, il tecnico ha dichiarato che “Saremo una squadra che deve fare del possesso la sua migliore arma e credo che quando hai tanto possesso palla hai più probabilità di vincere”; idee chiare quindi su come impostare la squadra così come sullo schieramento dei giocatori, visto che l’allenatore crede “Nella costruzione del gioco, voglio sempre che si formi un rombo e nella rifinitura ci deve essere sempre un triangolo con tre uomini”.

CAPOCANNONIERE
Il bomber della squadra è Marco Castelli, autore fino a questo momento di sette reti, di cui una su calcio di rigore.
Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della società, Castelli è una seconda punta che ha già giocato nel Villa Valle prima di intraprendere le esperienze con le maglie dell’Axys Zola e della Tritium per poi fare ritorno a casa, dove è stato accolto a braccia aperte e dove, lo scorso 14 gennaio, ha segnato il gol numero 50 in carriera in prima squadra, grazie alla rete messa a segno contro la Real Calepina.
Tra i tantissimi colleghi di ruolo del presente e del passato, ve ne sono due in modo particolare che lo hanno impressionato: si tratta del milanista Andriy Shevchenko e di Jamie Vardy, attuale attaccante del Leicester City.
A seguire nella classifica marcatori troviamo Nicolò Crotti con quattro reti – due su rigore – e Matteo Ghisalberti con tre realizzazioni; una rete a testa invece per Austoni, Bonfanti, Micheli e Ruggeri.

STORIA
La società guidata alla presidenza da Piergiorgio Castelli, da settant’anni, punta tantissimo sul settore giovanile, con l’obiettivo di una crescita costante, sia in termini di preparazione che di restituzione di un ambiente sano dove trascorrere il tempo che i ragazzi impiegano per l’attività fisica, come chiaramente riportato sul sito ufficiale.
Si tratta di un obiettivo nobilissimo, non semplice da portare avanti con costanza ma che, se fatto bene, porta i suoi frutti e il Villa Valle sta dimostrando che il lavoro fin qui svolto ha fatto maturare tantissimi ragazzi, che sono cresciuti in un luogo di aggregazione e con sani principi, per poi intraprendere strade e percorsi diversi fra loro ma sempre con un denominatore comune: che ci sia o meno un futuro Messi, Ronaldo, Del Piero o Baggio, non importa, da oltre settant’anni a Villa d’Almè si gioca “al pallone”.
Un altro aspetto importante per il Villa Valle – la cui nuova società è nata nel 2012 in collaborazione con la Valle Brembana – è rappresentato dalla squadra femminile, con una rosa composta da venti ragazze che stanno disputando il campionato di Promozione.

ROSA (età media 21 anni e 8 mesi)
Portieri: Bellini Paolo (2003) – Cristini Giorgio (2002) – Pisoni Angelo (2002)
Difensori: Bencivenga Salvatore (2000) – Bonfanti Lorenzo (2001) – Brioschi Lorenzo (2001) – Capelli Thomas (1995) – Caradonna Lorenzo (2002) – Corna Roberto (2000) – Maffeis Emanuele (2002) – Meregalli Luca (1991) – Micheli Francesco (2000) – Rondelli Marco Carlo (1994) – Stanzione Luca (2001) – Tarchini Alessandro (1997)
Centrocampisti: Austoni Filippo (2000) – Baggi Pieralessandro (1999) – Cavagna Janis (1995) – Crotti Nicolò (1989) – Dolci Cristian (2002) – Franceschinis Gabriele (2002) – Massarucci Filippo (1998) – Monza Edoardo (2000) – Prati Manuel (1995) – Ruggeri Andrea (1989) – Tironi Riccardo (2003)
Attaccanti: Bosio Davide (1992) – Castelli Marco (1997) – Cortesi David (2002) – Ghisalberti Matteo (1989) – Granillo Alessandro (1999) – Ravagnani Lucca (2003) – Tiraboschi Luca (2003)
Allenatore: Bolis Marco (1962)

Rubrica a cura di
Stefano Benetazzo

Caravaggio-Desenzano Calvina, arbitra Castellone di Napoli

Il fischietto campano sarà coadiuvato dagli assistenti Sigg. Manfredi Scribani della sezione di Agrigento e da Andrea Carrucciu di Parma.

Domenica 17 gennaio, con fischio d’inizio fissato per le ore 14.30, il Desenzano Calvina affronta in trasferta il Caravaggio.

Ad arbitrare l’incontro è il Sig. Domenico Castellone della sezione di Napoli, coadiuvato dagli assistenti Sigg. Manfredi Scribani della sezione di Agrigento e Andrea Carrucciu di Parma.

Ad oggi il direttore di gara ha arbitrato sei partite: Ghivizzano Borgoamozzano-Real Forte Querceta 2-2, Rimini-Forlì 2-0, Arzignano Valchiampo-Adriese 1-1, San Luca-Paternò Calcio 1-1, Bra-Sanremese Calcio 4-0 e Francavilla-Brindisi 0-1.

In totale ha estratto il cartellino giallo in sedici occasioni senza ancora espellere nessun giocatore.

Per il Sig. Domenico Castellone non è una novità il Desenzano Calvina, difatti il 7 Aprile del 2019 diresse la gara di campionato Calvina – San Marino. L’incontro terminò con il punteggio di 1-1.

credits: Stefano Benetazzo

L’avversario di domenica: il Fanfulla

I loro colori sono il bianco e il nero, nel loro stemma campeggia un guerriero, il Fanfulla è avversario vero

Il Fanfulla di Mister Andrea Ciceri è squadra ostica, ancora imbattuta allo storico stadio “Dossenina”, l’impianto inaugurato nel 1920 che prende il nome dall’omonima cascina che sorgeva nelle vicinanze.

CAMPIONATO
Il Fanfulla, fino ad oggi, ha disputato tutte e cinque le partite in programma con un bilancio di 2 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, l’ultima delle quali nello scorso turno contro il Calcio Brusaporto per due reti a zero.
La formazione bianconera, ancora imbattuta tra le mura amiche, ha messo a segno sei gol con sei marcatori diversi, segno della pericolosità sotto porta dei bianconeri, incassandone quattro.
A livello statistico, si possono annotare anche tredici ammonizioni e una espulsione.

STORIA
Il Fanfulla fonda le sue radici in tempi lontani, infatti bisogna tornare indietro fino al 28 giugno del 1908, quando i bianconeri disputarono un torneo denominato “Coppa Pro Lodi” tra il Milan (vincitore della coppa), la Trevigliese, l’Ausonia e la Libertas.
Da quel momento inizia la lunga storia del Fanfulla, che ha portato a vivere il momento più alto tra il 1938 e il 1954, periodo nel quale vinse due volte la Serie C, ottenendo la promozione e andando così a disputare ben 13 stagioni nella serie cadetta, ottenendo nel 1951 il miglior piazzamento di sempre col sesto posto finale, dopodiché cominciò il declino e la discesa nei Dilettanti.
Tra fallimenti e difficoltà varie, giungiamo al 2018, quando la società riassume la storica denominazione “Associazione Sportiva Dilettantistica Fanfulla”, riadottando lo stemma col guerriero precedentemente dismesso e dando il via ad annate che tifosi e società sperano possano essere prospere di buoni risultati e, chissà mai, anche di un ritorno in quella serie cadetta troppo a lungo abbandonata.

EX GIOCATORI
Sono tantissimi i giocatori che hanno militato nel Fanfulla, a partire dal 1908 fino ai giorni nostri.
Merita una citazione Andrea Dossena, difensore con un passato nell’Udinese, nel Liverpool, nel Napoli e nel Palermo oltre che in Nazionale.
Come non menzionare poi Gianpiero Marini, partito proprio dal Fanfulla per approdare al Varese e all’Inter così come Riccardo Maspero, che ha fatto le fortune della Cremonese e Alessandro Matri, l’attaccante che ha giocato nel Milan, nel Cagliari, nella Juventus e con la maglia azzurra.
A questi si aggiungono giocatori passati dal Fanfulla che sono poi divenuti allenatori di spessore quali Rino Marchesi (ex Napoli, Inter, Como e Juventus), Giuseppe Sannino che ha fatto tornare grande il Varese, ottenendo anche ottimi risultati al Siena per poi continuare con alterne fortune la carriera tra Palermo, Chievo Verona, Watford e infine Corrado Verdelli, che è rimasto alcuni anni ad allenare i colori nerazzurri dell’Inter.

ROSA
L’età media della squadra è pari a 25 anni e 5 mesi
Portieri: Carriello Federico (2001) – Cizza Edoardo (1997)
Difensori: Aprile Giancarlo (1999) – Baggi Alessandro (1999) – Baggini Riccardo (2002) – Bernardini Davide (2002) – Bernardini Stefano (2002) – Fabiani Giacomo (1997) – Negri Christian (2000) – Pascali Manuel (1981) – Spaneshi Rikardo (2001) – Serbouti Anaas (2000) – Toure Yeko (2002)
Centrocampisti: Bertelli Andrea (2000) – Brognoli Stefano (1982) – Guerrini Sergio (1999) – Laribi Omar (1986) – Selmi Simone (2000) – Zazzi Federico (1997)
Attaccanti: Anastasia Emanuele (1996) – Carella Franco Nicolas (1992) – Cirigliano Davide (2001) – Colombi Matteo (1994) – De Carli Pietro (2003) – Gibillini Matteo (2001) – Mangiarotti Christian (1991) – Mouddou Haron (2002) – Qeros Frenci (1999)
Allenatore: Ciceri Andrea (1976)

Rubrica a cura di
Stefano Benetazzo

Natilla di Molfetta per Fanfulla-Desenzano Calvina

Il fischietto bitontino arbitrerà la partita di domenica 1 novembre allo stadio Dossenina di Lodi

La partita della prima squadra tra il Fanfulla e il Desenzano Calvina, che verrà disputata alle ore 14.30 di domenica 1 novembre allo stadio “Dossenina” di Lodi, sarà diretta dal Sig. Gianluca Natilla della sezione di Molfetta, il quale sarà assistito dai Sigg. Giovanni Battista Citarda di Palermo e Lorenzo Savasta di Bra (Cuneo).

Appassionato alle materie ingegneristiche e, nello specifico, in quelle inerenti le discipline gestionali, Natilla è arbitro effettivo dal 2012.

Il fischietto bitontino è figlio d’arte; si, perché il padre è Franco Natilla, classe 1957, divenuto arbitro effettivo nel 1972 e successivamente -osservatore Arbitrale nonché commissario nella CAN D, CAN C, CAN A-B presieduta da Pierluigi Collina e Vice Commissario Nazionale CAI.

In carriera Natilla non ha mai incrociato né il Desenzano Calvina né il Fanfulla.

Ricordiamo invece che la formazione Juniores non disputerà la partita in trasferta contro il Calcio Brusaporto, in programma originariamente per sabato 31 ottobre a causa della sospensione da parte della Lega Nazionale Dilettanti per il persistere della pandemia da Covid19.
La sospensione durerà fino al prossimo 21 novembre.

Riccardo Palmieri, centrocampista con il mito di Kakà

Play o mezzala sono i ruoli che predilige Riccardo, approdato alla corte del Desenzano dal Fanfulla, prossima avversaria in campionato

Riccardo Palmieri da quest’anno veste la maglia del Desenzano Calvina. Le due gare con la maglia del Fanfulla giocate contro l’allora Calvina sopra le righe, “stuzzica” i dirigenti gardesani che gli propongono di accasarsi a Desenzano. Lui accetta rinunciando a diverse offerte tra cui anche qualche club dei professionisti.
Ripercorrendo il cammino di Riccardo Palmieri, ci si accorge di quanto lui abbia fatto parlare di se sin dai suoi primi calci.
Riccardo nasce a Lodi il 26 Settembre del 1995. Inizia la carriera nelle giovanili del Piacenza per poi trasferirsi all’Inter.
Poi passa al Modena nella stagione 2013/2014 con la squadra Primavera, ma il team nerazzurro, che ne deteneva la proprietà del cartellino, lo dirotta a metà campionato alla Pro Patria in serie C in prestito e fino al termine del campionato. L’anno dopo al Fidenza in serie D colleziona 21 presenze da titolare. Ancora una stagione in D con l’Olginatese poi nel campionato 2018/2019 si accasa al Fanfulla dove resta fino a Giugno 2020 mettendo in mostra le sue doti calcistiche rilevando saggezza e consolidata esperienza.

Riccardo Palmieri si racconta davanti ai nostri registratori.

Palmieri, questo 2020 è un anno decisamente particolare causa Covid19. Lei come ha vissuto il periodo di lockdown e i mesi successivi, fino a oggi?
“Essendo stata un’esperienza nuova per tutti, il primo impatto è stato brutto perché il massimo che si poteva fare era quello di restare chiusi in casa. All’inizio è stata vissuta come una tutela della salute propria e altrui ma poi la situazione è cominciata a pesare. Non vorrei mai più ripetere un’esperienza del genere, speriamo che non si torni indietro”

Il rischio che il campionato si possa nuovamente fermare è più di un’ipotesi. Cosa ne pensa?
“Se dovessi essere egoista direi che è ingiusto perché abbiamo vissuto 3-4 mesi di inattività e per chi lo fa come lavoro è proprio brutto. Se la situazione è tale da costringere a fermare tutti i campionati è un conto ma se ci fosse la possibilità di andare avanti, imparando a convivere con questo virus, è giusto farlo. Rispetto al calcio ci sono situazioni in cui il rischio è molto più elevato”

Secondo lei, bisognerebbe fermare il calcio ad ogni livello oppure sono giuste le decisioni che sono state prese?
“La Serie A è giusto che continui, perché sono nella situazione di poter applicare tutto ciò che i protocolli richiedono (tamponi, test sierologici ecc). Nelle serie inferiori le difficoltà sono più elevate, sia a livello gestionale che economico. Secondo me non bisogna fermare tutto, farlo significherebbe dare un esempio ma bisogna anche tenere in considerazione che ci sono interessi diversi”

Parliamo di Lei in ambito calcio. Aveva offerte da squadre di Serie C ma ha scelto il Desenzano Calvina. Cosa l’ha portata a questa scelta?
“Avrei voluto fare il salto di categoria ma le richieste sono pervenute prima del lockdown e, una volta ricominciato, queste occasioni sono sfumate. Avevo però anche tante proposte dalla Serie D come appunto il Desenzano, che è stata una delle prime. L’intenzione di volermi è stata portata avanti con determinazione dal Direttore Sportivo Eugenio Olli e dall’allenatore Michele Florindo e questo mi ha spinto a scegliuere il Desenzano Calvina”

Come si trova in questo gruppo? Si definisce un silenzioso che preferisce i fatti alle parole, o è parte integrante dello spogliatoio?
“Sono due caratteristiche che mi appartengono ma in momenti diversi. Lo spogliatoio è sacro, uno degli elementi più importanti di una squadra. Mi piace viverlo, di solito sono uno dei primi ad arrivare e uno degli ultimi ad andare via. Servono sicuramente entrambe, poi molte volte piuttosto che parlare preferisco dimostrare sul campo”

Ha qualche scaramanzia particolare?
“Non ho cose particolari ma, essendo per metà del sud, un po’ di sana scaramanzia me la porto dietro, non ai livelli esagerati ma c’è (ride, ndr)

Arriva a Desenzano quest’anno, ha deciso di vivere la città anche nel dopo allenamento?
“Sono di Lodi ma ho preso un appartamento qui vicino. Ho scelto io e non mi pesa, anzi mi aiuta a potermi gestire tutto quanto; poi la mia ragazza viene molto spesso da me”

Nel curriculum trovano posto le esperienze con Piacenza, Inter, Modena, Pro Patria, Fidenza, l’Olginatese e il Fanfulla: c’è stata qualche situazione singolare o divertente che ci può raccontare?
“Un episodio singolare, seppur in negativo, c’è: quando arrivai al Modena, che militava in Serie B, in prestito dall’Inter, feci tutto il ritiro con la Primavera e, al termine, ad una partita era presente Novellino, che all’epoca allenava la prima squadra. Finito il match il mister disse che mi voleva con lui, mi provò in diversi allenamenti e si ventilava l’ipotesi che potessi esordire alla prima di campionato in casa contro il Palermo, guidato da Gattuso. Purtroppo il Direttore del settore giovanile quasi mi fece passare la voglia di giocare a calcio, perché venivo considerato come un giocatore che non si impegnava abbastanza. Questo episodio mi tarpò le ali e mi segnò tantissimo, avevo 17 anni e sono passato dal poter fare qualcosa di grande ad un momento di crisi totale. Fortunatamente sono stato più forte anche di questo”

Pensa che potrà dare più lei al calcio o il calcio a lei?
“Faccio questo fin da quando ero un ragazzino, ho dato tanto al calcio e spero in futuro di riavere tanto”

Ha qualche rimpianto?
“Un rimpianto c’è: nei momenti importanti, vuoi per sfortuna o per mie colpe, non sono riuscito a sfruttare le situazioni potenzialmente importanti al cento per cento. Non si tratta di veri e propri rimpianti ma quanto di alcuni sassolini nelle scarpe”

Esiste l’amicizia nel calcio?
“Secondo me sì, io tutti gli amici che ho li ho trovati nel mondo del calcio, forse è più difficile trovarli al di fuori. Sicuramente è difficile trovare amicizie solide che possono restare per anni ma io mi posso dire fortunato sotto questo punto di vista”

E’ un ragazzo giovane, ha solo 25 anni e ormai sempre di più vanno di moda i social network: cosa ne pensa?
“Fino a cinque anni fa li avevo tutti, poi ho cominciato a disintossicarmi dal voler mostrare tutto quello che facevo, adesso ho solamente Instagram. Sono molto utili, la tecnologia e i social rappresentano il principale mezzo di comunicazione, una notizia viene recepita prima rispetto alla televisione o a un giornale. Poi sta a ognuno di noi non abusarne”

Quali sono i suoi hobby al di fuori del rettangolo verde?
“Tre anni fa mi sono iscritto ad un’università telematica nella facoltà di Scienze Motorie, quindi specialmente la mattina la passo a studiare per riuscire a portarla a termine. Poi molto tempo lo passo assieme alla mia ragazza oppure a vedere film e tanto calcio, guarderei anche la Serie B del Congo se lo trasmettessero (ride, ndr), e tanto sport”

La famiglia come vive la sua passione nonché il suo lavoro per il calcio?
“La mia famiglia è stata fondamentale, mi ha dato la possibilità di fare quello che volevo senza limiti, cercando di farmi capire che però anche la scuola era importante. Non hanno mai messo in dubbio le motivazioni della mia scelta”

C’è un giocatore del presente oppure del passato in particolare con il quale sognava o sogna di giocare?
“Sono cresciuto con il mito di Kakà, che è e rimane uno dei miei più grandi idoli, quindi avrei sognato di giocare assieme a lui”

Le consento di sognare a spasso nel tempo e senza divisione di categoria. A chi vorrebbe realizzare un gol?
“Direi a Casillas, contro il Real Madrid, in una finale di Champions”

E’ presto per pensare alla fine della carriera, ma come si immagina?
“Non penso che diventerò allenatore, ci vogliono qualità e caratteristiche che forse non possiedo. Sicuramente rimarrei nel mondo del calcio e mi piacerebbe insegnare ai bambini a giocare, ma più in veste di istruttore che di allenatore”

Stefano Benetazzo

L’avversario di domenica: SSD Ciserano Bergamo

Il DesenzanoCalvina ospite dei rossoblu di Mister Del Prato, in una partita che si preannuncia ardua; tenere alta la guardia è fondamentale

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è la via per il successo.

Prendiamo in prestito le parole pronunciate al termine della stagione 2018-2019 dallo storico presidente ciseranese Olivo Foglieni per presentare la SSD Virtus Ciserano Bergamo 1909, squadra di Ciserano, comune orobico di quasi 6000 abitanti situato a circa 13 km dal capoluogo, che domenica ospita il Desenzano Calvina allo stadio “Carlo Rossoni”, nella partita valida per il 4’ turno del campionato di Serie D, arbitrata dal Sig. Alessandro Recchia della sezione di Brindisi (Stefania Genoveffa Signorelli di Paola e Ivan Alexandrovic Denisov di Bari gli assistenti).

CAMPIONATO
Tre partite disputate, un pareggio (fuori casa) e due sconfitte con 2 gol fatti e 4 incassati: è questo il bilancio della Virtus Ciserano in questo inizio di campionato, con le reti messe a segno da Bonfanti e Riccardo Nessi. La formazione di Mister Del Prato è reduce dalla sconfitta di misura subìta nei minuti finali in casa del Calcio Brusaporto; il gol di Vitali al 48’ della seconda frazione di gioco non rende merito alla partita, giocata meglio dal Ciserano – in superiorità numerica per l’espulsione di Belotti – specialmente nel primo tempo, con diverse occasioni da rete non sfruttate.
“Siamo mancati nella fase realizzativa – ha dichiarato l’allenatore rossoblu al termine del match – in qualche situazione dovevamo essere più bravi e più lucidi perché c’erano i presupposti per fare meglio”.
Il Ciserano è squadra ostica, capace di creare numerose occasioni da gol fino agli ultimi minuti, motivo in più per mantenere alta la guardia e la concentrazione per tutta la partita.

STORIA
Etica sportiva e sociale, crescita personale e professionale dei propri atleti, rispetto, disciplina, correttezza e lealtà; no, non è un semplice elenco, ma bensì sono i capisaldi e i valori fondanti della Società Sportiva Dilettantistica Virtus Ciserano Bergamo 1909, nata nel 2019 dalla fusione delle società dilettantistiche Virtus Bergamo 1909 e USD Ciserano 1951 con l’intento di creare un solido e unico punto di riferimento per il calcio giovanile e dilettantistico in ambito regionale. Ad oggi si contano oltre 600 atleti suddivisi in 28 squadre, con uno staff composto da 140 persone.

Il periodo più florido per l’Unione Sportiva Ciserano inizia nel 2004, quando Olivo Foglieni afferra le redini presidenziali; i risultati non tardano ad arrivare, con la squadra che comincia a collocarsi stabilmente nei campionati di Promozione ed Eccellenza; oltre a questo, da segnalare la vittoria della Coppa Disciplina nel 2011-12.

Ma la stagione che portò alla consacrazione definitiva è quella targata 2013-14, con il primo posto in Eccellenza e la conseguente promozione in Serie D e le vittorie della Coppa Italia regionale e della Coppa Disciplina.

La Virtus Bergamo, dal canto suo, nata nel 2015 dalla fusione di AlzanoCene e Aurora Seriate, ha sfiorato la promozione in Serie D nel 2016-17, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dall’allenatore Andrea Bruniera e ha colto buoni risultati a livello giovanile, con numerosi trofei conquistati e importanti riconoscimenti assegnati.

Con la fusione tra le due società, inizia ora una nuova storia, ancora tutta da scrivere.

ROSA
Portieri: Colleoni Matteo (1999) – Colleoni Mauro (2002) – Fenili Andrea (2003) – Mancin Filippo
Difensori: Bonfanti Michele (1992) – Capitanio Danilo (1999) – Confalonieri Cristian (2001) – Del Carro Francesco (1993) – Licini Diego (2003) – Mardare Iulian (2003) – Moioli Andrea (2002) – Nessi Nicola (2002) – Nessi Riccardo (2000) – Pellegrini Matteo (1999) – Suagher Jacopo (2001)
Centrocampisti: Ambrosini Michele (2003) – Chiarparin Matteo (2000) – Galdoune Bilale (2002) – Jaouhari Zaid (2002) – Muchetti Leonardo (1985) – Pozzoni Daniele (1998) – Ricozzi Simone (1997)
Attaccanti: Confalonieri Luca (1993) – Esposito Roberto (1994) – Fanzaga Paolo (2003) – Haoufadi Soufian (1999) – Pozzoni Leonardo (2002) – Spini Cristian (2001)
Allenatore: Ivan Del Prato (1968)

Rubrica a cura di
Stefano Benetazzo