LodaGroup sponsor del Desenzano Calvina
L’azienda della famiglia Loda rinnova la partnership con il Desenzano Calvina con la stessa attenzione che negli anni aveva riservato allo Sporting
Continua la partnership tra il calcio desenzanese e l’azienda della famiglia Loda, la quale conferma la sponsorizzazione della società Calcio Desenzano Calvina, con la stessa attenzione che negli anni aveva riservato allo Sporting.
L’azienda guidata da Alessandro, Andrea, Paola e Stefano dopo l’importante supporto riservato negli anni allo Sporting Desenzano, ha da subito creduto nelle opportunità per il calcio desenzanese che sarebbero potute derivare dalla fusione
con la società Calvina del Presidente Roberto Marai e condividendone lo spirito e gli obiettivi ha di conseguenza deciso di partecipare a questa nuova avventura confermando il rapporto di sponsorizzazione con il Calcio Desenzano Calvina.
Il logo della LodaGroup sarà affisso su tutte le maglie ufficiali della prima squadra, sul retro, sopra il numero.
La famiglia Loda è attiva dal 1948 nel commercio di prodotti siderurgici; i due magazzini di Desenzano del Garda e di Castiglione delle Stiviere dispongono di un’ampia offerta che spazia dai prodotti siderurgici (laminati, tubi travi e lamiere) alla meccanica, acciaio inox, ferramenta etc.
Serietà, competenza e spirito imprenditoriale hanno permesso alla LodaGroup di crescere negli anni fino a diventare uno dei punti di riferimento nelle provincie di Brescia, Mantova, Verona e Cremona.

Ultimo test pre campionato per il Desenzano Calvina
Si gioca domenica 20 alle ore 15 al “Tre Stelle” contro l’Arzignano. Gara a porte chiuse per il DPCM del 7 Settembre scorso
Ultimo test pre campionato per il Desenzano Calvina che domenica 20 Settembre affronterà l’Arzignano. Un’amichevole che si giocherà a porte chiuse presso allo Stadio “Tre Stelle – Francesco Ghizzi” di Desenzano del Garda.
Un’ampia sintesi delle fasi salienti della partita sarà trasmessa sul portale del Desenzano Calvina nella serata di domenica attraverso il Canale You Tube @desenzanocalvina.
L’ingresso ai giornalisti e fotografi è limitato e sarà necessario accreditarsi attraverso una mail da inviare a comunicazione@calciodesenzano.it.
Nonostante questo aspetto, l’appuntamento è molto importante, quello con l’Arzignano sarà infatti un vero test sotto tutti i punti di vista, la squadra veneta, inserita nel girone D, non sarà avversario di campionato del Desenzano Calvina, ma ha tutte le carte in regola per disputare una stagione da protagonista.
Fischio d’inizo della partita alle ore 15.
Riccardo Palmieri si accasa al Desenzano Calvina, confermato Andrea Crema
Due centrocampisti per mister Florindo, una gradita riconferma e un esperto del centrocampo scuola Inter ex Fanfulla
Calcio Desenzano Calvina comunica ufficialmente di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive per la stagione 2020-2021 del nuovo giocatore Riccardo Palmieri (centrocampista dal Fanfulla, classe 1995) e la riconferma di Andrea Crema (centrocampista classe 1999)
Riccardo Palmieri nasce a Lodi il 26 Settembre del 1995.
Inizia la carriera nelle giovanili del Piacenza per poi trasferirsi all’Inter.
Da giocatore invece a Modena nella stagione 2013/2014 con la squadra Primavera, poi il team nerazzurro, che ne deteneva la proprietà del cartellino, lo dirotta alla Pro Patria in serie C in prestito fino a fine stagione. L’anno dopo al Fidenza in serie D colleziona 21 presenze da titolare. Ancora una stagione in D con l’Olginatese poi nel campionato 2018/2019 si accasa al Fanfulla dove resta fino a Giugno 2020 mettendo in mostra le sue doti calcistiche rilevando saggezza e consolidata esperienza.
Andrea Crema, dopo la brillante stagione 2019/2020 in maglia Calvina, sarà ancora un giocatore a disposizione di mister Florindo nella nuova Desenzano Calvina.
Marco Ruffini, talento di famiglia al centro della difesa
Il centrale riconfermato al centro della linea difensiva del nuovo Desenzano Calvina parla di se e dei suoi trascorsi calcistici
Marco Ruffini, è assieme a Federico Sorbo, il difensore centrale del nuovo Desenzano Calvina. Nato il 23 Marzo del 1987 a Castiglione delle Stiviere, trascorre la sua infanzia a Carpenedolo dove comincia a tirare i primi calci al pallone.
Marco Ruffini inizia la carriera nella stagione 2006/2007 in C con la Cremonese senza però riuscire mai a trovare spazio in prima squadra. Il suo vero curriculum inizia nel 2007 quando con tre stagioni al Carpenedolo di serie C2, si pone all’attenzione degli addetti ai lavori grazie anche alle sue 76 presenze. Chiuso il ciclo, Ruffini si accasa a Castiglione dove con la squadra della città mantovana gioca quattro stagioni: due in serie D e due in serie C (124 presenze e 11 reti); nelle due stagioni successive gioca a Piacenza in Serie D per passare poi al Monza, sempre serie D, nel campionato 2016-2017. Poi due anni a Rezzato (ancora serie D) dove sfiora la promozione e a dicembre del 2019 approda al Franciacorta di mister Sergio Volpi. Infine il passaggio al Calvina a Gennaio 2020 e con la nuova Desenzano Calvina viene riconfermato sulla linea difensiva al fianco del capitano Federico Sorbo.
Marco Ruffini, è nato a Castiglione ma non si sente affatto mantovano vero?
“Infatti sono di Castiglione solo di nascita ma sono bresciano a tutti gli effetti. Ho passato l’infanzia a Carpenedolo e poi non mi sono mai mosso troppo lontano dalla provincia”
Cosa l’ha portata a dare i primi calci?
“Giocare a calcio è stata una scelta quasi obbligata. Mio zio è Alessandro Pialorsi, calciatore per tante stagioni al Carpenedolo, quello della serie C, ovvio che in famiglia si parlasse di calcio con molta frequenza. Anche mio fratello Luca ha intrapreso la professione, lui attualmente gioca in serie C nell’Albino Leffe, ma tra i pro ha avuto esperienze anche a Piacenza e Salò”
Quando ha capito che il calcio avrebbe potuto darle delle soddisfazioni?
“Durante le annate del settore giovanile ho avuto apprezzamenti da parte di allenatori e di addetti ai lavori di squadre importanti come Brescia e Cremonese. Lì ho capito che con un po’ di sacrificio avrei potuto fare una carriera calcistica”
Cosa crede le sia mancato per fare una carriera da professionista visto che è sempre arrivato lì vicino?
“Penso che fare un passo più lungo della gamba potrebbe portare a cose negative piuttosto che positive. Io ho sempre ponderato le mie scelte, ho comunque giocato in serie C a Carpenedolo per tre anni e a Castiglione due anni dei quattro che ho indossato quella maglia”
Nella sua carriera tutte le squadre in cui ha militato in serie D hanno avuto prospettive ambiziose. Per lei è meglio interpretare una serie D di vertice piuttosto che una C di bassa classifica?
“A me piace vincere quindi ho sempre accettato di buon grado ingaggi in squadre vincenti, almeno sulla carta. Se poi queste siano in C o tra i dilettanti per me cambia poco. Non a caso mia figlia si chiama Vittoria”
Ci parli della sua famiglia.
“Mia figlia Vittoria ha tre anni, è nata quando giocavo a Monza, ma bresciana di nascita. Sono legato con Francesca la mia ragazza, conviviamo a Castel Goffredo, non molto distante dal lago, quindi quest’anno per me sarà più bello, oltre al calcio, vivere la città di Desenzano nel tempo libero”
Oltre a fare il compagno ed il papà con dedizione, a cosa si dedica nel tempo libero?
“Mi piace giocare a Paddle, proprio come Sorbo. Ci stiamo organizzando per sfidarci al più presto. Poi con il profondo legame che ho con mio fratello Luca, quando il tempo ce lo consente ci sfidiamo a qualunque cosa: partite a carte, ping pong e tutto quanto ci può mettere a confronto”
Si è aggiunto al gruppo della Calvina a Gennaio, com’era l’ambiente al suo arrivo?
Arrivavo dal Franciacorta dove avevo giocato poco per via di un infortunio al collaterale del ginocchio, proprio nella partita contro la Calvina da uno scontro di gioco con Recino. La società è stata disponibilissima a darmi tutto quanto necessario per recuperare in fretta. Inoltre ero carichissimo perché conoscevo la stima nei miei confronti da parte di mister Florindo”
Qual’è stata l’annata calcistica che ricorda con maggior piacere?
“Quella di Piacenza dove abbiamo vinto il campionato con 96 punti stabilendo anche il record della serie D”
Quale partita ricorda con maggior piacere?
“Piacenza-Lecco 1-0 del 5 Dicembre 2015: gol di Ruffini al 14′ del secondo tempo”
Ci sveli le sue emozioni con un momento della sua carriera da mettere in prima pagina nell’album dei ricordi e invece e uno che vorrebbe cancellare dalla storia del calcio.
“Quando ero al Piacenza, il gol che ho fatto nella partita contro il Lecco penso che resterà tra i miei ricordi più belli.
Vorrei invece che il giorno di quella assurda partita Rezzato-Lecco (stagione 2017/2018 – ndr) dove abbiamo perso l’occasione per andare direttamente in serie C, non fosse mai esistito. Lecco insomma per me è stato giudice nel bene e nel male”
Un vero peccato perchè fino al quel momento era stato per il Rezzato un campionato memorabile.
“Si è vero. Sarebbe potuto diventare per me una stagione da incorniciare sopratutto perchè in quel Rezzato giocava anche mio fratello Luca. Un campionato che non avremmo potuto perderlo neanche a volerlo e invece…”
Alle spalle di ogni centrale difensivo c’è sempre un portiere che guida la difesa o può diventare l’ultima chance per non subire gol. Con quale giocatore del ruolo le sarebbe piaciuto almeno una volta poter giocare?
“Onestamente questa è una domanda che nessuno mi ha fatto e di conseguenza non ci ho mai pensato. A me piace giocare su una linea difensiva con dietro un portiere che stia alto e nella storia del calcio ce ne sono stati tanti”
Federico Sorbo, un capitano per Desenzano Calvina
Il difensore centrale biancoazzurro, confermato capitano, si appresta ad affrontare la sua terza stagione sulla sponda meridionale del Lago di Garda.
Federico Sorbo è pronto ad entrare nella storia come il primo capitano della nuova Desenzano Calvina.
Difensore di grande esperienza e dall’ottima struttura fisica (189 centimetri per 83 chilogrammi di peso forma), nasce a Pietrasanta (Lucca) il 29 Luglio 1991.
Dopo i primi calci nella Don Bosco Mazzola, la scuola calcio della sua cittadina, Federico Sorbo cresce calcisticamente nel settore giovanile del Camaiore Calcio dove compie tutta la trafila giovanile per esordire poi in prima squadra in serie D nella stagione 2010/2011, totalizzando subito 33 presenze. Il salto tra i professionisti è immediato, perché in estate viene ceduto all’Esperia Viareggio in serie C1, dove resta per una stagione e mezza, giocando complessivamente 19 partite e realizzando 2 reti.
A gennaio 2013 passa al Carpi (serie C1) e successivamante si trasferisce al Pavia, con cui totalizza 32 presenze (e 1 gol) in un campionato e mezzo di serie C. Nel corso del mercato invernale della stagione 2014/2015 si sposta al Prato dove gioca 15 partite prima di un nuovo trasferimento alla Paganese, con cui in metà stagione scende in campo 9 volte.
A Gennaio 2016 si trasferisce al Pontedera (11 presenze) e la successiva estate viene acquistato dal Lumezzane, diventando subito uno dei punti fermi della squadra valgobbina, viene infatti impiegato 37 volte in campionato, realizzando anche un gol.
Federico Sorbo poi sottoscrive due stagioni al Trento, ma a metà della stagione 2018/2019 torna in territorio bresciano con la maglia della Calvina in serie D dove ottiene la salvezza al primo anno e la stagione successiva con i galloni di capitano, conquista un esaltante secondo posto.
Come nasce Federico Sorbo difensore centrale?
“Originariamente ero impiegato come trequartista, poi al Camaiore l’allenatore Stefano Ciucci (ex portiere di Varese, Lecce, Foggia, Messina, Ternana, Reggiana, Pisa ndr) ha capito che quel ruolo non era fatto per me e mi ha spostato al centro della difesa”
E da quel momento ha cominciato a togliersi qualche soddisfazione
“Si perchè da titolare nel Camaiore, dal campionato di Eccellenza sono passato alla Serie D dove ho fatto un ottimo sesto posto. Da lì poi ho sempre giocato in serie C: Viareggio, Carpi, Pavia, Prato, Paganese, Pontedera e Lumezzane”
Poi dopo Lumezzane?
Quello è stato l’ultimo anno di Serie C. Purtroppo quella è stata l’unica stagione in cui ho subito l’onta di una retrocessione. Sono stato a Trento due mezze stagioni (24 presenze due gol – ndr) per poi a Dicembre 2018 passare al Calvina e non mi sono più mosso
L’anno che lei ricorda con maggior soddisfazione?
“A parte la stagione scorsa che con una rimonta incredibile siamo stati fermati da Covid a un passo dal record della Serie D di vittorie consecutive, ricordo con molto piacere la stagione al Carpi. Ero giovane ma ho provato l’emozione di una promozione in serie B“
Dopo la prima mezza stagione al Calvina ed ottenuta la salvezza, le è stato insignito il fregio di capitano. Cosa prova un giocatore al quale viene consegnata la fascia?
“E’ stata la prima volta da capitano fisso di una squadra. A Pavia l’avevo indossata un paio di volte ma solo come “riserva”. Comunque l’emozione è grande, basti pensare che: sono arrivato in una squadra ultima in classifica, ci siamo salvati, poi abbiamo fatto una stagione da incorniciare. Essere riconfermato e con i galloni di capitano per me è motivo di orgoglio. Poi a dare più valore alla cosa, sono stato capitano prima che il progetto del Presidente Marai e dei direttori Olli e Tosoni avesse il suo inizio“
Quindi è come se si sentisse maglia cucita addosso?
Sì
Dove pensa possa arrivare il Desenzano Calvina con questa nuova ventata di entusiasmo?
“Il fatto che l’ossatura della squadra della scorsa stagione sia stata confermata, ci dà quel pizzico di vantaggio rispetto alle altre, ma poi abbiamo tante altre carte da giocare. Inoltre la società sta facendo bene sul mercato”
Quando le si sono chiuse le porte della Serie C, lei è sceso in categoria inferiore senza farne un dramma. Un aspetto del suo carattere?
“Credo che quando la vita ti offre delle opportunità occorre coglierle al volo. Certo che tra i “pro” mi sarebbe piaciuto restarci ancora un po’, ma la vita è questa e quindi con questo spirito continuo comunque a togliermi delle belle soddisfazioni”
Qualcuno da ringraziare per la sua carriera?
“L’allenatore Stefano Ciucci, se non fosse stato lui a inventarmi difensore centrale e a farmi capire che fare il calciatore comporta ad una vita di sacrifici, probabilmente oggi sarei impegnato a fare altro”
Nel suo ruolo di difensore, ricorda qualche suo avversario che le ha creato qualche difficoltà?
“A Viareggio ho giocato in squadra con Simone Zaza, durante le partitelle contrastarlo era sempre un problema. Da avversario vero invece ricordo Luigi Castaldo dell’Avellino, un giocatore davvero forte”
Fuori dal calcio, com’è Federico Sorbo?
“Sono molto legato alla mia compagna Julay e insieme guardiamo anche oltre al calcio. L’anno scorso abbiamo aperto un’attività a Pietrasanta, dove ci occupiamo di turisco recittivo: residence e bed and breakfast.
Abbiamo anche una bambina, di 3 anni si chiama Isabel“
Sbaglio o sento nelle sue parole un forte legame con la sua compagna?
“E’ grazie a lei è che sono diventato l’uomo che sono adesso. L’ho conosciuta a Pavia sei anni fa e da allora siamo inseparabili”
Vivrete a Desenzano?
“Nel periodo estivo restiamo a Pietrasanta per l’attività di cui parlavo prima, poi con l’inizio del campionato e delle scuole ci trasferiamo a Desenzano. Mia figlia Isabel ha tutti i suoi amici lì, è bresciana perchè è nata quando giocavo a Lumezzane. Diciamo che non sono mai stato per così tanto tempo in un posto e quindi credo che il Lago di Garda stia diventando la mia seconda casa”
Nel tempo libero ha un hobby in particolare?
“Mi piace tanto giocare a paddle, appena ne ho la possibilità mi ci dedico“
C’è un giocatore con il quale le sarebbe piaciuto avere accanto almeno una volta in una linea difensiva?
“Se posso dare sfogo alla fantasia mi piacerebbe aver potuto giocare con Walter Samuel“
Quale ricordo calcistico vorrebbe non fosse mai esistito?
“La partita di Teramo quando giocavo a Lumezzane e siamo retrocessi. Se si potesse lo vorrei cancellare dalla storia“.